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Solo, guardando dentro me

  • José Marceca
  • 3 set 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Dunque, c'è questo mio amico, molto intimo (molto dovrebbe essere in corsivo, se fbk ne offrisse la possibilità) che mi sta parlando della solitudine. Della sua, seduto nel balcone di casa (dove passa i suoi pomeriggi, con un libro e una birra), aspettando il tramonto, che arriva sempre più presto ormai. Dice che è una solitudine che ha imparato ad amare. Più facile convivere con lei, che con le delusioni che tocca subire dagli altri. Specie quando sono amici, o, diciamo così, conoscenti avanzati. Secondo me è depresso. Ne presenta tutti i sintomi. Se ne sta da solo. Non sopporta quasi nessuno. Si sforza di essere socievole ma io lo so che gli stanno sul cazzo quasi tutti, con le loro ipocrisie, con le loro falsità. Sembra avere il potere di vedere i mostri nascosti dentro le persone, teme il male che sono capaci di fargli. Forse per questo ne sta alla larga. Lo so perché con me si confida. Secondo me è troppo sensibile, per questo mondo di merda. Troppa sensibilità su di lui ha un effetto anestetizzante. Devi smetterla di fare lo struzzo, gli dico. Non è mettendo la testa sotto terra che fai scomparire i problemi del mondo. Tantomeno i tuoi. Poi, a volte, si trasforma. Si, sa essere un uomo meraviglioso, profondo colto, divertente perfino. In certe particolari occasioni. Che si presentano sempre più raramente, purtroppo. Eccerto, se preferisce un libro e una birra in veranda piuttosto che uscire e "socializzare". Socializzare con chi, mi dice, com'è che Adam (Solo gli amanti sopravvivono) chiamava gli esseri umani? Zombie? È con loro che dovrei socializzare? In fondo sei uno di noi, gli dico, o vorresti essere davvero un vampiro, in vita da secoli, e aver conosciuto le menti più geniali mai apparse sulla terra, ed allo stesso tempo avere rispetto per la vita umana? È una domanda retorica, so che mi risponderebbe di si. È un cacchio di romantico underground senza speranza. Ma non sono il solo, mi fa. È vero, me ne sto solo in veranda a leggere, ma tutti i santi pomeriggi, nel bar a due passi da casa, vedo una ragazza seduta, spesso sola, fumare e bere birra, e altre persone (sempre le stesse, o quasi), come lei, a cercare di dare un colore diverso alla stessa, maledetta solitudine.....


 
 
 

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