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Le Rubriche di My Small Escapes: MY DISCO NEWS | From Disco to Disco - An iconic era | Part

  • A Cura di José Marceca
  • 30 giu 2020
  • Tempo di lettura: 4 min

Siamo finalmente arrivati al capitolo conclusivo di “From disco to disco”. Nel primo abbiamo esaminato l’inizio e le ragioni di questo fenomeno, nel secondo ci siamo immersi nelle atmosfere di quella che fu la Discoteca più rappresentativa di tutta quanta l’epoca Disco, lo Studio 54 e nel terzo abbiamo puntato i riflettori sul film di culto che ha fatto venire a tutti noi la Febbre del ballo. Ma non è stato soltanto Saturday Night Fever, seppur testa di ariete, a rendere la Disco music fenomeno internazionale.

Altri film, seppur meno titolati, hanno contribuito alla sua diffusione.

Car Wash (1976) di Michael Shultz, è ambientato in una stazione di servizio durante una giornata lavorativa e presenta una serie di personaggi e storie interessanti. La colonna sonora naturalmente la fa da padrona, e lancia un gruppo che scalerà, con la canzone omonima, “Car wash”, tutte le classifiche USA: i Rose Royce.

Thank God it’s Friday (1978) diretto da Robert Klane, con due giovanissimi Jeff Goldblum e Debra Winger , segue l’incredibile successo di Saturday Night Fever.

Il film, interamente ambientato all’interno di una delle più prestigiose discoteche di Los Angeles, Osko’s (nel film rinominata The Zoo) nel giorno della sua inaugurazione, pur non essendo ben strutturato a livello di trama, offre l’opportunità di vedere le performance live di Donna Summer e The Commodores.

Grease (1978) di Randal Kleiser, è probabilmente la pellicola che se la gioca in popolarità con Saturday Night Fever, ed è considerato il film più celebre di tutti i tempi oltre che il musical di maggior successo nella storia del cinema. Ambientato nell’America degli anni cinquanta, il film vede le varie fasi della storia d’amore e le schermaglie tra Danny Zuko (un John Travolta perfettamente calato nel ruolo) e Sandy Olsson (una deliziosa Olivia Newton John). Lui è leader dei Thunderbirds, una band di studenti della Rydell High School. Lei una ragazza australiana in vacanza in California, che in un primo momento doveva tornare in Australia dopo la vacanza, ma durante la permanenza negli States conosce Danny e i due si innamorano, giurandosi amore eterno. Lei decide di rimanere senza dire nulla a Danny e si iscrive inconsapevolmente nella stessa scuola che lui frequenta. Alla Rydell High School fa amicizia con le Pink Ladyes, Betty, detta Rizzo, Frenchy, Marty e Jan e attraverso loro scopre che Danny ha la fama di dongiovanni. Da lì gli intrecci narrativi si sviluppano. La storia ha regalato a milioni di spettatori grande divertimento grazie alle spettacolari coreografie di ballo ed alla storia che non smette mai di appassionare. La colonna sonora, pubblicata in un doppio LP della RSO, rimase prima in classifica in diversi paesi. Guidata dalla title track di grande impatto, Grease, cantata da Frankie Valli (già frontman di una band di grande successo, i Four Season), il doppio disco con le musiche del film contiene altri brani celeberrimi, come Hoplessy devoted to you, You’re the one that I want, Summer nights e Sandy, ma anche classici intramontabili come Blue moon e La Bamba.

I’m magic (The wiz, 1978), film del filone blaxploitations diretto da Sidney Lumet, è la trasposizione in chiave urbana della storia Il meraviglioso mago di Oz. I protagonisti sono Diana Ross e Michael Jackson e il film, tratto dall’omonimo musical di Broadway, fu candidato al premio Oscar come Migliore colonna sonora, Migliore scenografia, Migliore fotografia e Migliori costumi.

Roller Boogie (1979) di Mark Lester, sarebbe di per sé un dimenticabile film da vedere come un lungo videoclip, se non fosse per la presenza di Linda Blair, nella sua ultima interpretazione prima del terribile Riposseduta del 1990, e per la colonna sonora, fresca e godibile, nella quale svetta “Boogie Wonderland” degli Earth Wind & Fire.

Can’t stop the music (1980) diretto da Hancy Walker, altri non è che la biografia romanzata dei Village People, il famoso gruppo musicale alfiere del movimento gay, ed ha il merito di lanciarli a livello internazionale.

Staying Alive (1983) è il sequel di Saturday Night Fever. Il film, Diretto da Sylvester Stallone (che in stile Hitchcockiano fa un breve cameo), segue le vicende di Tony Manero (John Travolta), dopo gli onori della pista da ballo. Un film tuttora da considerarsi godibile, con una trama coerente con il personaggio Manero e una discreta colonna sonora, anche per questa occasione firmata dai Bee Gees e da Frank Stallone.

Piccola mensione per Paris is Burning (1990), un film documentario diretto dalla regista Jennie Livingston, incentrato sulla scena delle comunità emarginate di omosessuali, drag queen e transgender afroamericani di New York sul finire degli anni 80. Nel 2016 la Biblioteca del Congresso ha inserito il film nel National Film Registry per i suoi meriti “Culturali, storici ed estetici”.

The last days of disco (1998) diretto da Whit Stillman, è un filmetto ambientato a cavallo degli anni 70 e 80, leggero e scorrevole, con una strepitosa Kate Beckinsale. Assistervi è come piazzarsi sul divanetto di un club dell’epoca e osservare la gente stravagante chi ti sta intorno. Memorabile soprattutto la colonna sonora: Cheryl Lynn, Blondie, Sister Sledge, Ami Steward e… quando parte Good Times degli Chic, in una scena chiave del film, è impossibile non trattenere un brivido.

Studio 54 (2018) con la regia di Matt Tyrnauer, è “la vera storia che sta dietro al più grande club di tutti i tempi”. Abbiamo già ampiamente divagato su questo locale entrato nella leggenda, epicentro dell’edonismo degli anni Settanta e ritrovo di star ed eccessi di ogni tipo. Nel film si racconta l’ascesa di due amici di Brooklyn, Ian Schrager e Steve Rubbel che con l’apertura dello Studio 54 conquistarono New York e la cui ambizione sfrenata decreterà la loro fine.

Tantissimi sono gli artisti che hanno contribuito con le loro produzioni musicali a rendere indimenticabili gli anni 70 e 80, regalandoci brani che a distanza di tempo mantengono intatta la forza di impatto e scatenano la voglia di muoversi a tempo.

Ho voluto omaggiare i più importanti citandoli come “Features” e “Also starring” nei flyers a corredo di questo lungo articolo in quattro quarti (lasciatemi passare il termine) dedicato alla Disco Music.

Buona estate a tutti


 
 
 

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