Audace colpo dei soliti ignoti
- José Marceca
- 23 mag 2017
- Tempo di lettura: 3 min
"Audace colpo dei soliti ignoti" (1959)

C’è più di un motivo per amare svisceratamente la cosiddetta “commedia all'italiana”, e non è un fatto legato all'età. Non bisogna essere necessariamente essere “vecchi” abbastanza da ricordare quando certi capolavori sono apparsi per la prima volta nelle sale, ne tanto meno essere Claudio G. Fava, immenso critico cinematografico che quel cinema amò e di cui scrisse tantissimo. E’ una questione di curiosità. Quella curiosità di conoscere, di capire i costumi della gente, il cambiamento delle abitudini, (forse) la psicologia umana. Ancor prima è una questione di sensibilità, che ci spinge verso quella fame di conoscenza. Una cara amica (che in realtà è una amica di riflesso, perché fidanzata di un mio si caro amico del passato, un ex biricchino di cui conservo bei ricordi e un grande affetto) per la quale provo una autentica ed inspiegabile sensazione di empatia (pur avendoci parlato solo forse tre minuti), postava diverse settimane fa la locandina di una rassegna cinematografica dedicata appunto alla “commedia all’italiana. Ed erano titoli di tutto rispetto, acciderba, film visti e rivisti che puntualmente ad ogni nuova occasione regalano le stesse se non più grandi emozioni, oltreché, ovviamente, nuovi spunti di riflessione. Commentavo giustappunto con l’amica djette che mancava, in quella magnifica rassegna presentata al cinema D’Azeglio d’Essai di Parma*, un capitolo per me imprescindibile di “quel” cinema (e qui finalmente arrivo alla ragione di questo post): “Audace colpo dei soliti ignoti” di Nanni Loy. Il film è il seguito del celebre “I soliti ignoti” di Mario Monicelli (giustamente inserito come secondo titolo in programma nella sopra citata rassegna), e ricalca il tema del film precedente: una tentata rapina ad opera di poveri diavoli che, poco convinti essi stessi, si adattano a situazioni banditesche non adatte a loro. Il film nasce come parodia dei grandi gangsters movie americani, nei quali progetti criminali studiati “scientificamente” portavano a clamorosi colpi. Ma qui le tinteggiature noir acquistano i colori dell’improvvisazione all’italiana, assumendo connotati irresistibilmente comici. Ed è il gioco di squadra, da parte degli attori, che rende la pellicola assolutamente brillante. E che attori: Renato Salvadori (Angeletti Mario), Riccardo Garrone (il “milanese”), Nino Manfredi ( “Piede amaro”), Gastone Moschin (il libraio), Claudia Cardinale (Carmelina) e un team di caratteristi che qui toccano veramente l’apice: Carlo Pisacane (“Capannelle”), Tiberio Murgia (“Ferribbotte”), Toni Ucci, Lella Fabrizi… eppoi lei, Vicky Ludovisi (Floriana), magnifica nel ruolo della pupa svampita. Un attore, su tutti, svetta, in questa superba pellicola: Vittorio Gassman (Peppe “er Pantera”), capo della squinternata ganga che guiderà nella realizzazione del piano e soffierà addirittura Floriana al boss “milanese”. In una serie inesauribile di gag magistrali, il film risente positivamente della regia leggera di Nanni Loy e regala quasi due ore di puro intrattenimento senza nessun calo di tono. Un capolavoro. Da vedere e rivedere, assolutamente. Buona visione
*Note in calce: “Commedia all’Italiana – Il cinema dei maestri” Cinema D’Azeglio d’Essai di Parma (Aprile 2017) Titoli della rassegna: Guardie e ladri (1951) – Mario Monicelli I soliti ignoti (1958) – Mario Monicelli La grande guerra (1959) – Mario Monicelli Divorzio all’italiana (1961) – Pietro Germi Il sorpasso (1962) – Dino Risi Brutti sporchi e cattivi (1976) – Ettore Scola Signore e signori (1965) – Pietro Germi Tutti a casa (1960) – Luigi Commencini Una vita difficile (1961) – Dino Risi Io la conoscevo bene (1965) – Antonio Pietrangeli.






























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