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Cronaca di un amore

  • José Marceca
  • 25 nov 2016
  • Tempo di lettura: 1 min

“Cronaca di un amore” è più di un meraviglioso film del 1950. E’ l’esordio cinematografico di Michelangelo Antonioni, che sceglie il genere noir per mettere in scena una storia intrigante fin dal primo fotogramma, strutturandola con i toni discorsivi della finzione. Le tecniche di ripresa di Antonioni, pur non rivelando ancora la sua attenzione scrupolosa per i dettagli (di cui darà magistrale interpretazione in “Blow up” del 1966), lasciano già presagire la forza narrativa delle sue immagini. Lasciando perdere elucubrazioni più esaustive facilmente consultabili in rete (da Wikipedia in poi), ritengo “Cronaca di un amore” uno dei film certamente meno difficili di questo autore (basta pensare alla filmografia successiva per comprenderne il motivo) , ed allo stesso tempo uno dei più avvincenti, sia per la scelta di narrare una crime story che per gli interpreti scelti per i ruoli principali: la splendida Lucia Bosè, perfetta nel ruolo della donna algida ed inarrivabile, e Massimo Girotti, già protagonista di svariate pellicole all’epoca del neorealismo, in questo film uomo fragile e tormentato che si lascia irretire dalla dark lady. “Cronaca di un amore” non sfigura a confronto di titoli come “La fiamma del peccato” (1945) e “Sunset Bulevard” (1950), veri capisaldi del genere noir entrambi diretti da Billy Wilder, uno degli indiscussi maestri del genere. Magnifico film, questa sera su Sky Cinema Classic alle 21:00


 
 
 

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