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Noir all'italiana

  • 12 set 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Noir all'italiana di

MASSIMO CARLOTTO

La serie di Giorgio Pellegrini

Brutto non è, tantomeno sporco. Ma cattivo, Giorgio Pellegrini lo è fin nell'anima. Facciamo la sua conoscenza nel primo della serie di romanzi di Massimo Carlotto a lui dedicata, Arrivederci amore, ciao, che prende il titolo dalla celebre canzone di Caterina Caselli, ed é motivo ricorrente del film di Michele Soavi del 2006 tratto dal libro. Giorgio Pellegrini, ex terrorista, torna in Italia dopo essersi rifugiato in Sudamerica e qui, ricattato dal corrottissimo vicequestore della Digos Ferruccio Anedda, denuncia i suoi ex collaboratori e scopre che, per riscattare la sua posizione, deve entrare nel giro degli affari sporchi. Bastano poche pagine per entrare nel vortice della narrazione di Carlotto e venire catapultati nelle atmosfere torbide degli anni di piombo, dove il confine tra potere e corruzione é meno che labile. Delitto dopo delitto, Giorgio Pellegrini inizia il percorso della sua rinascita nel mondo del crimine, attento a non ripetere gli errori fatti nel passato e completamente indifferente al dolore che infligge alle vittime dei suoi raggiri.

La sua spietatezza non trova culmine al termine di questo primo avvincente romanzo, ma continua con il suo seguito, Alla fine di un giorno noioso, pubblicato nel 2011. In in questo secondo romanzo Giorgio Pellegrini gestisce un vivace locale alla moda in una tranquilla città del Veneto: giocattolo perfetto con cui siglare accordi sottobanco con politici corrotti, giri clandestini di prostituzione d'alto bordo, traffici illegali e appalti truccati. Ed è a causa di un investimento immobiliare mal gestito che si ritrova con due milioni di euro in meno. Il suo avvocato Sante Brianese, ora onorevole, lo convince che si è trattato di sfortuna. Eppure qualcosa non torna. Nonostante abbia annegato in un pozzo di soldi il suo istinto criminale, Giorgio è e rimane un predatore: l'odore di truffa lo sente da lontano. E infatti, non appena batte la pista del tradimento, le ricerche lo catapultano all'inferno. Fra pestaggi, ricatti, triangoli erotici, omicidi, Pellegrini scatena una guerra. E mentre gli equilibri criminali si rompono, precipitandolo in una girandola impazzita di doppi e tripli giochi, sarà costretto a ricorrere al suo genio criminale per tentare di arrivare vivo alla fine della corsa. Un romanzo adrenalinico e crudele, ritmi sincopati e atmosfere dark completano una danza macabra destinata a colpire il cuore dei lettori.

In questo romanzo, Giorgio Pellegrini entra in rotta di collisione con il personaggio piú importante creato da Carlotto: Marco Buratti alias l'Alligatore, un ex carcerato che, sfruttando le conoscenze fatte in galera, diventa investigatore privato. Insieme a Beniamino Rossini, malvivente di vecchio stampo, e Max la Memoria, ex dell'estrema sinistra degli anni settanta e latitante, creatore di un immenso archivio di informazioni. Marco Buratti é protagonista di alcuni splendidi romanzi che si leggono d'un fiato, ricchi di torbidissime vicende ambientate nel Nord est con scorribande di respiro internazionale.

E, preziosissimo regalo per tutti gli appassionati della serie dell'Alligatore, nell'ultimo romanzo, Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane (2017) appare per la terza volta Giorgio Pellegrini. Buratti e i suoi soci saranno messi a dura prova dalle manipolazioni architettate da Pellegrini e una serie di intricate vicende di corruzione e morte arriverà a un epilogo che non pone fine all'acerrima lotta, ma lascia presagire futuri scontri tra L'Alligatore e il suo mortale nemico, Giorgio Pellegrini.

La storia di Massimo Carlotto, considerato uno dei piú stimati scrittori internazionali di hard boiled e noir, é avvincente come un romanzo. Nato nel 1956 a Padova, è stato, tra gli anni settanta e novanta, protagonista di un controverso caso giudiziario di cronaca nera. Appena diciannovenne, nel 1976, viene accusato di omicidio volontario. Assolto inizialmente per insufficienza di prove, verrá condannato in appello a diciotto anni, pena che verrá confermata nel 1982 dalla Corte di Cassazione. Prima di consegnarsi alla giustizia, su consiglio del suo avvocato, Carlotto si da alla fuga, rifugiandosi prima in Francia e successivamente in Messico, passando per la Spagna. Nel corso della sua latitanza conosce moltissime persone, tra cui esiliati politici e latitanti, che gli serviranno piu' tardi da spunto per delineare alcuni personaggi dei suoi romanzi. La sua esperienza verrà descritta nel suo primo romanzo autobiografico, Il fuggiasco (1995). Ci vorranno quasi vent'anni e svariati processi prima di ottenere, nel 2004, la piena riabilitazione con tutti i diritti civili e politici.


 
 
 

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