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7 libri in 7 giorni: 5 di 7 Lolita (1955) Vladimir Nabokov

  • José Marceca
  • 15 mar 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Giorno 5 di 7 Accolgo la proposta di pubblicare 7 copertine di libri che mi piacciono (una al giorno per 7 giorni). Ogni giorno inviterò qualcuno a pubblicare 7 copertine. Considerando il periodo "buio" consiglio a chiunque di approfittarne per aprire i propri orizzonti e viaggiare lontano, almeno con la fantasia...... Promuoviamo la lettura 🤓...... Oggi mi pregio di invitare a partecipare a questo gioco (con l'augurio che non sia troppo impegnato per accettare), Giacomo Pilati, un prestigioso giornalista e scrittore già autore di diversi libri tra i quali del più conosciuto è stata realizzata una trasposizione cinematografica di grande successo: Viola di Mare. A noi. Il libro di oggi é Lolita, di Vladimir Nabokov. Di questo romanzo non si può parlare senza tirare in ballo anche un regista che, pochi anni dopo la pubblicazione dell'opera di Nabokov, ha contribuito a consegnare questa opera all'immortalità: Stanley Kubrick. "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, Anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita". Basta questo folgorante incipit per proiettarci dentro il folle sentimento che fin dal momento in cui la vide, distesa in costume nel giardino di casa a prendere il sole, pervade il protagonista e voce narrante del romanzo, il professor Humbert Humbert, di una passione totale e definitiva. Questo romanzo è di abbagliante grandezza e scritto in maniera sublime. Il gioco ingenuamente perverso di Dolores Haze, chiamata anche Lo, Lola o Dolly, trascina il mite professore dentro una spirale di voluttà. Il dolore che egli prova è il nostro dolore, la sua eccitazione, anch'essa è la nostra, e la curiosità di vedere come questa storia andrà mai a finire ci trascina senza respiro fino al tragico atto conclusivo. Pubblicato nel 1955, Il romanzo suscitò immediato scandalo per il contenuto scabroso che portava alla luce una delle turpitudini umane più odiose, la passione di un uomo maturo per un'acerba adolescente. Soltanto cinque anni dopo Stanley Kubrick riuscì, dopo averne acquistato i diritti cinematografici, a coinvolgere lo stesso Nabokov a scrivere la sceneggiatura, e nel 1962 Il film uscì nelle sale con lo stesso titolo del libro. Notevolissima, almeno quanto nello stesso romanzo, la figura di Claire Quilty, un un vero e proprio genio dalle mille maschere o facce che potrebbe non essere altro che la proiezione delle colpe di Humbert e che sullo schermo ha il volto di un vero istrione del grande schermo: Peter Sellers. Un libro maestoso, un film magnifico. Due capolavori assoluti.


 
 
 

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