7 libri in 7 giorni: 6 di 7 Laidlaw Investigation Willi
- José Marceca
- 16 mar 2020
- Tempo di lettura: 3 min

Giorno 6 di 7 Accolgo la proposta di pubblicare 7 copertine di libri che mi piacciono (una al giorno per 7 giorni). Ogni giorno inviterò qualcuno a pubblicare 7 copertine. Considerando il periodo "buio" consiglio a chiunque di approfittarne per aprire i propri orizzonti e viaggiare lontano, almeno con la fantasia...... Promuoviamo la lettura 🤓...... Estendo l'invito di oggi a Carla Lapomarda (che può sentirsi legittimata a chiamare come valida consulente la figlia 🙂).
E' particolarmente gratificante, come qualsiasi appassionato di letteratura sa bene, approfondire la conoscenza di un determinato autore, quando un suo romanzo ci ha regalato forti emozioni. Ancora più forte è tale senso di gratificazione, quando quell'autore ci ha spinto ad approfondire un genere. Il Crime, o Noir (come oramai credo sia cosa chiara ai più attenti) è quello che personalmente prediligo, e le molteplici ragioni che determinano questa scelta non starò qui a sviscerare. Ma la letteratura gialla per definizione è uno sterminato bacino che contiene molti sottogeneri che spesso vale la pena (quando non diventa una vera e propria necessità) approfondire. Io mi incazzo proprio (chiedendomi come mai), tutte le volte che scopro qualcosa di nuovo che da lettore seriale avrei già dovuto conoscere da tempo! Ma niente ci fa, a quel punto non mi resta che cercare al più presto di colmare le lacune. Il Tartan Noir, un modello di letteratura gialla tipico della Scozia, pur affondando le radici nella narrativa classica delle Highlands, attinge a piene mani ad un modello letterario proprio di alcuni scrittori letterari americani della seconda parte del novecento, il cosiddetto hard-boiled. Il mio incontro con questo genere è avvenuto solamente poco più di un anno fa (non ci credo, ma come? Appunto, me lo chiedo anch'io) e grazie ad un autore (Scozzese, va da se) a sua volta da tempo appassionato lettore del genere: James Oswald. I suoi due godibilissimi libri, "Nel nome del male" e "Il libro del male" e ancor di più le note dell'autore scritte a margine, dove Oswald tesse gli elogi dello scrittore sua fonte di ispirazione, Stuart MacBride, mi hanno ovviamente spinto a cercare anche i libri di quest'ultimo. Inutile aggiungere che è diventata una godibilissima e motivante ricerca che mi ha spinto a sapere tutto (o quasi) del Tartan noir! Stuart MacBride ha scritto romanzi stupefacenti, e il protagonista di tutte le sue storie, il sergente Logan MacRae, è un personaggio straordinario, come lo sono i comprimari. Era su MacBride che volevo scrivere, per onorare il mio impegno quotidiano, ma poi ho pensato che, parlando di Tartan noir, sarebbe stato doveroso parlare di colui che di questo genere è stato il precursore: William McIlvanney, ed in particolare dei tre libri che vedono protagonista il prototipo dell'investigatore scozzese infaticabile e coraggioso persecutore della giustizia a tutti i costi: Jack Laidlaw, ispettore della polizia di Glasgow. "L'ispettore Laidlaw fissa uno standard anni-luce superiore alla media" secondo la recensione del prestigioso The Guardian, che risale al 2003. Dopo l'incontro casuale con Oswald, è dalle origini che sono partito, da William MvIlvanney, e ne sono felice. Successivamente altri autori hanno contribuito a farmi definitivamente appassionare al Tartan noir, e sottoscrivo qui la mia totale passione per Ian Rankin (favoloso John Rebus, ma anche Siobhan Clarke!), Stuart MacBride, Malcom Mackay, Ray Banks, Allan Guthrie, Alan Parks. Quello di oggi è dunque più un tributo al genere. Su McIllvanney non mi dilungherò oltre, perché gli ho tributato il mio amore e rispetto lavorando sulla grafica da presentare (come sempre) a corredo della mia "recensione", se mi si vuol far passare il termine. Se non vi siete ancora tuffati nelle nebbiose e surreali atmosfere di Glasgow, piuttosto che di Edimburgo, non perdete altro tempo: fatelo!






























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